Dietro Caramella c’è una regista. E sei tu.

La Regia della Mamma: l’Avvento visto dalla parte di chi prepara la magia

Nel mondo dei bambini funziona magnificamente.
Caramella scrive.
Caramella prepara.
Caramella lascia sorprese.
Caramella organizza missioni.
Caramella, apparentemente, possiede anche libero accesso notturno all’abitazione.
Una professionista impeccabile.
Poi ci spostiamo dall’altra parte della telecamera.
E scopriamo una figura misteriosa che stampa, ritaglia, prepara, nasconde, compra quello che manca, ricorda quale letterina deve arrivare, sposta qualcosa senza essere vista e, possibilmente, il mattino dopo mantiene un’espressione assolutamente innocente.
Signore e signori: La Mamma (o il Papà.. può essere, non è per sole donne, si intende). 🎬😂
È proprio pensando a lei che è nato il Kit Regia della Mamma.
Non soltanto per organizzare l’Avvento.
Ma per riconoscere finalmente che, mentre il bambino vive la sua storia, anche chi prepara la magia ne sta vivendo una.

CIAK. Si gira.

La metafora della regia è nata quasi spontaneamente.
Perché un Avvento come quello di Caramella assomiglia davvero un po’ a una storia che prende vita.
Ci sono un copione.
Dei personaggi.
Delle scene.
Piccoli oggetti di scena.
Qualche effetto speciale.
Momenti che funzionano esattamente come li avevamo immaginati.
E altri nei quali l’attore principale decide improvvisamente di fare tutt’altro.
Soprattutto se l’attore principale ha quattro anni. 😅
Nel Kit Regia la mamma diventa simbolicamente la regista di Mamma Natale.
Caramella può portare il copione.
Ma qualcuno deve decidere come quella storia entrerà davvero in casa.
Ed è qui che il progetto smette di appartenere soltanto a Nevecandita e comincia a diventare vostro.


Prima scena: la Promessa della Regista

Curiosamente, il Kit non comincia con una checklist.
Non comincia con:
stampa questo, compra quello, prepara quell’altro.
Comincia con una pagina dedicata alla mamma.
La Promessa della Regista.
E dice, in sostanza, qualcosa che durante dicembre rischiamo di dimenticare molto facilmente:
questo Avvento non deve essere perfetto. Deve essere vostro.
Prima delle letterine, dei materiali, dei nastri e dei biscotti c’è una persona.
Con il suo tempo.
Le sue energie.
Le sue aspettative.
La sua famiglia.
La promessa invita proprio a fermarsi prima di accendere le luci della scena e decidere come vogliamo viverla.
Perché se partiamo con l’idea che ogni giornata debba assomigliare alla fotografia perfetta che avevamo in testa, abbiamo già assunto una regista piuttosto severa.
E non era quella che volevamo sul set.

Poi arriva un’intervista molto particolare

La seconda pagina non intervista Caramella.
Intervista mamma.
L’Autointervista della Regista pone domande che raramente ci facciamo prima di organizzare il Natale:
Che tipo di mamma voglio essere in questo Avvento?
Cosa voglio lasciare nel cuore di mio figlio?
Cosa voglio concedermi senza sensi di colpa?
Cosa posso semplificare?
Quale momento voglio ricordare davvero?
Non serve rispondere con un trattato.
Può bastare una parola.
“Presente.”
“Tranquilla.”
“Divertirmi.”
“Non correre.”
“Lasciare perdere la perfezione.”
Oppure:
“Quest’anno vorrei arrivare al 24 dicembre ancora cosciente.”
Obiettivo assolutamente legittimo. 😅


Poi sì: arriva l’organizzazione

 

Perché possiamo essere romantici quanto vogliamo, ma a un certo punto qualcuno deve sapere se la letterina numero 7 è già stata stampata.
Ed è qui che entra la parte più pratica del Kit.
Ci sono checklist dedicate alle diverse giornate, con ciò che bisogna stampare, preparare, acquistare e organizzare. Il materiale invita anche a giocare d’anticipo con gli acquisti e la stampa, proprio perché alcuni materiali richiedono tempi reali di preparazione e consegna.
Questa parte non esiste per trasformare dicembre in un foglio Excel con le campanelle.
Esiste per fare l’opposto:
spostare l’organizzazione prima, così durante l’Avvento possiamo pensarci meno.
Una casella spuntata oggi può significare dieci minuti di panico in meno domani.
Non sarà poetico.
Ma alle 22:30 può diventare sorprendentemente romantico. 😂


Il calendario non serve soltanto a sapere che giorno è

Nel Kit c’è anche il calendario di dicembre.
Potrebbe sembrare l’elemento più banale.
Sappiamo tutti quando arriva il 12 dicembre.
In teoria.
In pratica dicembre possiede una curiosa capacità di passare dal 3 al 19 nel tempo necessario a trovare il nastro adesivo.
Il calendario serve per avere davanti il viaggio nel suo insieme.
Capire dove cadono gli appuntamenti.
Vedere le giornate più piene.
Spostare qualcosa se necessario.
Segnare ciò che conta.
Perché la regia non significa controllare tutto.
Significa sapere abbastanza da potersi permettere, ogni tanto, di improvvisare.


Le fotografie che normalmente restano nel telefono

 

Quante fotografie facciamo a dicembre?
Probabilmente abbastanza da documentare fotograficamente l’intera esistenza di un piccolo Stato.
E quante riguardiamo davvero?
Il Kit contiene pagine dedicate agli Scatti di Magia, ai Ricordi di Scena e ai Fotogrammi del Cuore, con spazi per fotografie, date, occasioni e piccole note.
Non devono essere fotografie perfette.
Anzi, probabilmente alcune delle migliori avranno un bambino mosso, un tavolo disordinato e qualcuno sullo sfondo che non aveva alcuna intenzione di essere fotografato.
Ma raccontano quel Natale.
Quello vero.
E quando vengono accompagnate da una frase, una data o un piccolo ricordo, smettono di essere soltanto immagini archiviate.
Diventano pezzi della storia.

La mamma può anche scrivere il suo fuori copione

Ci sono pagine per appunti.
Idee.
Materiali.
Cose da ricordare.
Scene da conservare.
E questa parte mi piace perché riconosce una cosa fondamentale:
nessun progetto può prevedere la vostra famiglia.
Caramella può suggerire.
Può preparare.
Può raccontare.
Ma poi magari vostro figlio pronuncerà una frase meravigliosa che non avevamo previsto.
Inventerete una variante di un’attività.
Nascerà una tradizione tutta vostra.
Qualcosa andrà completamente storto e proprio per questo diventerà memorabile.
La regista può annotarlo.
Perché magari l’anno prossimo vorrete rifarlo.
Oppure evitarlo accuratamente.
Anche questa è esperienza. 😄


La vera regia è scegliere cosa NON fare

Questo forse è il potere più importante del Kit.
Una checklist può sembrare un elenco di cose da completare.
Ma una buona regista non gira ogni scena possibile.
Sceglie quelle che servono alla storia.
Se qualcosa non entra nella vostra settimana, può uscire.
Se un’attività ha bisogno di essere spostata, si sposta.
Se vostro figlio ama particolarmente una cosa, potete fermarvi lì più a lungo.
Se un giorno serve leggerezza, alleggerite.
La regia non è eseguire tutto.
È scegliere il ritmo.
Ed è proprio per questo che nel materiale ritorna continuamente un’idea:
meno perfezione, più presenza.

C’è un piccolo paradosso

Il bambino probabilmente non saprà mai quanto lavoro c’era dietro.
Non vedrà la checklist.
Non vedrà gli appunti.
Non saprà che quella letterina era già pronta da tre settimane.
Non saprà che avevamo comprato il materiale in anticipo.
Non saprà che abbiamo spostato una scena perché mercoledì era impossibile.
Vedrà soltanto:
Caramella è arrivata.
Ed è perfetto così.
Un bravo regista non entra nell’inquadratura urlando:
“AVETE VISTO COME HO ORGANIZZATO BENE QUESTA SCENA?” 😂
Fa funzionare la storia.
Poi si mette un passo indietro.

Però questa volta vogliamo lasciare qualcosa anche alla regista

Ed è probabilmente la ragione più importante per cui il Kit Regia non contiene soltanto strumenti organizzativi.
Contiene anche pagine da conservare.
Perché quando l’Avvento finisce, il bambino avrà le sue letterine, le sue attività e i suoi ricordi.
Ma anche mamma dovrebbe poter avere qualcosa che racconti:
“Questo è stato il nostro Natale.”
Una fotografia.
Una frase.
Un disegno.
Un piccolo appunto.
Un episodio che tra qualche anno rischieremmo di dimenticare.
Il Kit prova a custodire anche questo.


Però questa volta vogliamo lasciare qualcosa anche alla regista

Ed è probabilmente la ragione più importante per cui il Kit Regia non contiene soltanto strumenti organizzativi.
Contiene anche pagine da conservare.
Perché quando l’Avvento finisce, il bambino avrà le sue letterine, le sue attività e i suoi ricordi.
Ma anche mamma dovrebbe poter avere qualcosa che racconti:
“Questo è stato il nostro Natale.”
Una fotografia.
Una frase.
Un disegno.
Un piccolo appunto.
Un episodio che tra qualche anno rischieremmo di dimenticare.
Il Kit prova a custodire anche questo.

Il ciak finale

Alla fine del materiale Caramella torna sul set.
Ma questa volta il messaggio cambia.
L’elfa può aver scritto il copione.
Può aver portato idee.
Può aver acceso la fantasia.
Ma la persona che ha trasformato quelle pagine in qualcosa che il bambino ha realmente vissuto era dall’altra parte della Porta.
La mamma.
Il papà.
Chiunque abbia scelto di accompagnare quella storia.
Il Kit lo dice attraverso la sua metafora cinematografica: dietro ogni magia dell’Avvento c’è qualcuno che fa brillare la scena.
E forse è giusto concedergli almeno i titoli di coda.

Quindi no: non è un’altra agenda di Natale

Non volevo aggiungere un altro posto in cui una mamma potesse scrivere tutte le cose che ancora non aveva fatto.
Di quelli ne abbiamo già abbastanza. 😅
Volevo creare uno spazio che facesse due cose apparentemente opposte:
organizzare prima ciò che può essere organizzato
e
conservare dopo ciò che non vogliamo dimenticare.
Nel mezzo succede l’Avvento.
Con i suoi programmi.
I suoi imprevisti.
Le scene perfette.
Quelle storte.
Le risate.
I biscotti.
Le letterine.
E tutto quello che nessun copione aveva previsto.

Caramella porta il copione. La regia è vostra.

Il Kit Regia della Mamma nasce per accompagnare l’adulto prima, durante e dopo il percorso: organizzare, annotare, ricordare, raccogliere e soprattutto scegliere come far entrare la magia nella propria famiglia.
Perché dietro ogni grande produzione natalizia c’è una regista.
Solo che spesso lavora in pigiama.
E nessuno le porta nemmeno il caffè. 🎬☕😂

 

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